Il musicista statunitense Ellis Marsalis, considerato una leggenda della scena musicale di New Orleans, tra i principali pianisti di modern jazz e patriarca di una famiglia di sei talenti, è morto ieri per le complicazioni del coronavirus all'età di 85 anni.

L'annuncio della scomparsa è stato dato da un portavoce dell'Ellis Marsalis Center for Music. "Ellis Marsalis era una leggenda, un'icona, il simbolo di quello che intendiamo quando parliamo del jazz di New Orleans", ha detto la sindaca di New Orleans, LaToya Cantrell.

Ellis Marsalis si affermò più di 50 anni con il suo primo lavoro, "The Groovy Boys" e da allora ha avuto una grande influenza nella musica jazz. Ha suonato con i più noti jazzisti modern, tra cui Cannonball e Nat Adderley e Al Hirt, diventando uno dei pianisti jazz più stimati nell'ambito del modern jazz. Ha inciso una ventina di dischi e ha collaborato a album di altri grandi jazzisti come David Newman, Eddie Harris, Marcus Roberts e Courtney Pine. Come pianista si è dedicato anche all'insegnamento.

Ellis era il padre di una famiglia di musicisti, tra cui spiccano il figlio Wynton Marsalis (1961), trombettista enfant prodige e diventato un filologo della musica afroamericana, emblema del riflusso delle avanguardie jazzistiche verso un mainstream riproposto tra virtuosismo e divismo, e il figlio Brandford (1960), un eccelso sassofonista jazz.

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