L'accordo i libero scambio concluso tra l'Associazione europea di libero scambio (AELS) e il Mercato comune dell'America meridionale (Mercosur) rappresenta "una pietra miliare per la Svizzera". È quanto ritiene il ministro svizzero dell'economia Guy Parmelin.

Secondo il consigliere federale l'intesa permette alla Confederazione di raggiungere tre risultati estremamente importanti: migliora l'accesso a un mercato di enorme potenziale per le aziende elvetiche, evita una possibile situazione di svantaggio per l'industria svizzera in seguito a un accordo raggiunto recentemente tra Ue e Mercosur e stabilizza nonché amplia la rete commerciale.

"L'accordo permette alle nostre aziende i mettersi in pari con la concorrenza", ha precisato Parmelin durante una conferenza stampa a Zurigo, appena rientrato dalla sua visita a Kazan in Russia per i campionati mondiali delle professioni "WorldSkills", aggiungendo che "gli esportatori hanno bisogno di condizioni quadro affidabili per potersi affermare nei tumultuosi mercati mondiali".

Secondo quanto comunicato oggi dal Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), l'intesa consente da una parte lo scambio di gran parte delle merci tra la Svizzera e i paesi del Mercosur senza dazi doganali, ma comprende d'altro canto anche disposizioni in materia di investimenti, protezione della proprietà intellettuale, eliminazione di ostacoli non tariffari al commercio (incluse misure sanitarie e fitosanitarie), concorrenza, agevolazione degli scambi, appalti pubblici nonché commercio e sviluppo sostenibile.

Su quest'ultimo aspetto l'accordo prevede in particolare un dialogo sulla sostenibilità della filiera agroalimentare e contiene disposizioni sulla protezione del clima e sull'utilizzo sostenibile di risorse forestali, ha precisato il DEFR nella nota.

Gli Stati membri del Mercosur sono Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, mentre il Venezuela è attualmente sospeso. Sono inoltre Stati associati Bolivia, Cile, Perù, Colombia ed Ecuador.

Riguardo agli incendi boschivi in Brasile, Parmelin ha assicurato: "li prendiamo molto sul serio". La Svizzera partecipa alle discussioni internazionali riguardanti questa catastrofe naturale, ha detto il consigliere federale. Il DEFR ha inoltre precisato che la Confederazione non acquista prodotti provenienti da regioni attualmente in fiamme.

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